L’intervista di ProntoPro

ProntoPro,-preventivi personalizzati, gratis, in poche ore– un sito tramite il quale poter reperire facilmente professionisti di vari settori (idraulici, elettricisti, falegnami, imbianchini, fotografi, ecc.) ci ha posto delle domande in merito alla progettazione degli spazi di lavoro di aziende e start up:

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Come bisognerebbe organizzare gli spazi per rendere il più efficiente possibile l’ambiente di lavoro di una nuova impresa?

Da alcuni anni la soluzione più utilizzata per l’organizzazione degli spazi aziendali è quella dell’open space. Apprezzati sia dalle piccole startup che dalle grandi multinazionali, gli open space sembrano la soluzione ottimale, in grado di garantire la collaborazione tra i dipendenti e incentivare la produttività. Indubbiamente lo spazio aperto contribuisce a stimolare la creatività e il proliferare di idee, incentiva il lavoro di squadra e comporta costi minori in termini di realizzazione degli spazi di lavoro. Tuttavia, alcuni non si trovano a loro agio negli ambienti open space.

 

Quali possono essere i principali svantaggi nel lavorare in un ambiente open?

Per alcuni la condivisione degli spazi di lavoro con molte persone può essere motivo di stress. Indubbiamente è molto più difficile trovare la concentrazione necessaria per eseguire in modo attento e rapido il proprio lavoro: il rumore dovuto ai tasti delle tastiere altrui, il chiacchiericcio di chi si gode una pausa, il movimento di chi sposta scrivanie, una serie di distrazioni che non tutti gradiscono. Per alcuni entra in gioco un problema legato alla privacy: chi si trova a lavorare in un ambiente open, si sentirà costantemente osservato da colleghi e supervisori. Ciò può comportare tensione e incidere negativamente sulla produttività dei dipendenti e di conseguenza dell’intera azienda.

 

L’ufficio classico previene questo rischio?

A partire dagli anni Cinquanta l’ufficio singolo è stato considerato come l’unica opzione praticabile, ma dopo alcuni anni sono stati riscontrati gli effetti negativi di questa soluzione: improduttività dei dipendenti legata alla mancanza di confronto, alienazione dovuta alla prolungata solitudine, crollo delle performance creative. La soluzione ottimale, a nostro avviso, risulta essere la combinazione tra open space e ufficio singolo, in grado di garantire la produttività dei dipendenti da un lato e la libertà dei dipendenti dall’altro.

 

Qual è lo spazio che non può mancare nell’organizzazione di interni di una start up?

La tentazione di rispondere lo spazio per la macchina del caffè è forte. Scherzi a parte credo che in una azienda, grande o piccola che sia, non possa mancare uno spazio destinato al confronto delle idee, ovvero una sala riunioni o qualcosa di simile. Altrettanto importante credo che sia uno spazio destinato ad un breve relax, magari solo di qualche minuto, per esempio dotando un ambiente di comode poltrone o altro.

 

E’ importante per un’azienda piccola o grande che sia affidarsi a professionisti del settore?

Spesso si tende a risolvere da sé un qualsivoglia problema, in una sorta di improvvisato quanto improbabile “fai da te” , ma la soluzione ottimale deve essere attentamente ricercata da un “addetto ai lavori”, che sarà in grado di valutarne vantaggi e svantaggi, in quanto l’ambiente in cui si vive favorisce sicuramente la produttività.

 

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PER LO STUDIO DI PROGETTAZIONE INTERNI
Ing. Augusto Borzì

(Ingegneria Civile/Edile ad indirizzo Architettura e Pianificazione)